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Il mago dei numeri PDF Stampa
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il mago dei numeriIl mago dei numeri è un eccellente romanzo dello scrittore, poeta e saggista tedesco Hans Magnus Enzensberger
Articolato in dodici capitoli è “Un libro da leggere prima di addormentarsi, dedicato a chi ha paura della matematica“, come recita il sottotitolo. 
Protagonista della storia è Roberto, un ragazzino di dieci anni stufo di sognare, perché in sogno si trova sempre in pericolo e i suoi desideri non si realizzano mai. Ma una notte in sogno gli compare un buffo ometto, il mago dei numeri, che ha deciso di fargli visita per fargli vivere sogni diversi e per fare quattro chiacchiere con lui in merito all’altro suo grande fastidio: la matematica. Già, perché Roberto detesta la matematica che considera “un modo da deficienti di passare il tempo“, nulla più che un insieme di noiosi e inutili esercizi inventati dagli insegnati per far impazzire i ragazzi. Come gli esercizi che il suo insegnate di matematica, il perfido e golosissimo professor Mandibola, ha l’abitudine di rifilare in classe per tenere occupati gli studenti intanto che lui si rimpinza di ciambelle. 
Ma la matematica non ha nulla a che vedere con le lezioni e i compiti del professor Mandibola, è tutta un’altra cosa.  E comincia immediatamente a mostrare all’incredulo, scettico e recalcitrante Roberto che cosa sia veramente questa materia. 
Partendo dai concetti basilari,  il mago accompagna così il suo giovane allievo in un viaggio avventuroso e fantastico alla scoperta degli elementi fondamentali della matematica, dai più semplici ai più complessi, e dei principi che li governano e ne determinano i rapporti: i numeri naturali, gli irrazionali, le frazioni, le costruzioni geometriche, pi greco, le successioni di Fibonacci, il triangolo di Tartaglia… Per farlo crea scenari fantastici – boschi di numeri 1, piscine di numeri, paesaggi innevati che si trasformano in cinema – su cui far vivere magie di ogni tipo: serpentoni di numeri 9, lepri che parlano, calcolatrici grandi e morbide come comodi divani, matitoni giganti che scrivono in cielo e sull’acqua, numeri trasformati in ragazzi. Usa situazioni e oggetti concreti: chewing-gum, noci di cocco, la spazzatura nel cortile della scuola. 
E, soprattutto, utilizza per ogni concetto spiegato immagini e disegni che rendano immediatamente visibile e comprensibile il concetto stesso.

Commento di Laura Bonanomi (cl.1 a.s. 2012-13)

A volte mi chiedo dove finisca la matematica e dove inizi la magia”.
Basterebbe questa frase a riassumere quello che vuol essere il messaggio, o meglio, la mission, di questo libro. Forse l’autore si era proprio prefissato l’obiettivo di far comprendere a soggetti umanistico-linguistici fondamentalisti come me (e pertanto fortemente ammalati di idiosincrasia matematica) che magari dietro le “streghe” che per noi sono tutte le proff. di matematica, si nascondono delle dolci fatine e dietro l’incubo dei numeri, si cela un fantastico mondo di magie ed alchimie.
Quanti studenti sono Roberto (il protagonista del libro)! Quanti pensano che la matematica sia una materia pesante, arida, noiosa… Con questo libro Enzensberger (già il cognome è un programma!!!) riesce a dimostrare, tramite fantasiose avventure capitanate da un strano gnomo, che il mondo dei numeri può essere magico, attraente e “alla portata di tutti”.
Il libro si articola in dodici notti, durante le quali Roberto si trova faccia a faccia con Teplotaxl, uno strano vecchietto in miniatura tutto rosso che si presenta a lui come il Mago dei Numeri. Inizialmente cocciuto e reticente (ma chi non lo sarebbe stato al suo posto!), Roberto impara velocemente come risolvere i trucchetti del suo nuovo amico e abbandonarsi ai piaceri della matematica, sua ex acerrima nemica. Scopre così un nuovo mondo fatto di numeri saltellati, piramidi magiche, lepri dispettose che gli insegnano ad affrontare la vita di tutti i giorni con un’arma segreta: la matematica! Proprio così, perché la matematica, anche se non sembra, è alla base di tutto e questo libro lo fa ben capire.
L’autore ha scritto: “Tutti i bambini sognano di volare. In matematica si vola, eccome”. Beh… Direi che questo libro è ben scritto e forse ci svela qualche verità sulla matematica che a volte, superficialmente, molti di noi catalogano solo come il “mattone” scolastico. Però non esageriamo… Penso sempre che per volare sia molto meglio un bel libro, una bella poesia o, meglio ancora, un bell’aereo che mi porti a Miami a studiare la lingua! Caro Enzensberger quindi, non esagerare… magari fai il coraggioso e dì che con la matematica ci si può divertire o stupire, ma per volare ti assicuro che c’è di meglio!!!

Commento di Sivia Cereda (cl.1 a.s. 2012-13)

Mi sta proprio simpatico questo mago!!!
È un personaggio tutto da scoprire ed interpretare, se venisse a farmi visita di notte gli chiederei di darmi altre illuminazioni; visto che leggendo questo libro ho compreso molte cose interessanti.
Prima di leggerlo pensavo che fosse un noiosissimo manuale sulla matematica, tipo il nostro libro di scuola; che mostra regole su regole ed esercizi su esercizi.
Ma, ahi me, quando ho cominciato a leggerlo mi sono dovuta ricredere.
Sembrava una di quelle storielle che si raccontano hai bambini per farli addormentare.
Ma, stranamente, su di me ha fatto l'effetto contrario. Infatti non vedevo l'ora di proseguire nella lettura.
Alla fine sono riuscita a terminarlo, l'ho trovato molto interessante e mi ha fatto capire tante cose che erano ignare per me.
La cosa che mi è piaciuta di più è stato il triangolo di Tartaglia.
Lo avevo notato sul mio libro di matematica e avevo letto la spiegazione, ma, come sempre, non ci ho capito molto. Ma quando me l'ha spiegato il mio amico mago, tutto mi è stato più chiaro, e ho scoperto che è una delle cose più banali della matematica e mi sono stupita di averla capita cosi in fretta.
Quindi il libro mi è piaciuto molto e mi ha anche divertito l'attestato finale che il mago consegna al nostro piccolo Roberto, che incarna un po' tutti i ragazzi, come me, che giocano a guardie e ladri con la matematica.
Questo libro è come una specie di martello che infrange la barriera invisibile che c'è tra gli studenti e la matematica. Non è che per aver letto questo libro dico che la matematica sia la mia materia preferita diciamo che l'ho rivalutata su vari aspetti che prima mi sembravano futili.
Il personaggio del mago mi piace molto, perché mi ricorda un vecchio burbero che sa il fatto suo e magari sa anche come imprimere le scomposizioni nella testa.
Devo dire che è strano ritrovarmi a fare un specie di commento sul un libro che tratta di matematica , ma tutto sommato, pensandoci, non sembra tanto diverso dai miei adorati libri fantasy.
È proprio come un racconto fantasy dove però al posto del maghetto con gli occhiali, c'è il mago matematico, un tipo buffo e strano che più di una volta ti ha fatto ridere alle tre di notte.
Questo libro secondo me insegna anche che siamo un po' prevenuti nel confronti della matematica e pensiamo che lei sia superiore a noi ma, forse, lo siamo noi.

Commento di Karen Sirtoli (cl.1 a.s. 2012-13)

Premetto che la matematica non è la mia passione. Quando per la prima volta ho letto la trama del libro “Il mago dei numeri”, mi sono identificata come in una specie di Roberto. Non amavo la matematica perché la trovo noiosa e difficile. Leggendo il libro però ho cambiato idea: le cattive impressioni sulla matematica di Roberto mi hanno fatto sorridere e l'arrivo del Mago dei numeri mi ha fatto sentire in una specie di sogno. Sembrava di essere in una fiaba: il principe era rappresentato dai numeri principi e la principessa da tutto ciò che veniva in seguito ad essi: i numeri bonaccioni, i numeri triangolari e così via... l'orco cattivo invece è raffigurato dalla stessa paura della matematica di Roberto: quella paura che gli fa sognare enormi formiche mostruose oppure scivoli interminabili o pesci giganti che inghiottono bambini. La bravura dell'autore è stata nel raccontare la matematica in modo inusuale e totalmente fuori dall'ordinario: forse se anche a noi studenti la raccontassero così tutti amerebbero la matematica. Essa è una materia talmente misteriosa che è quasi paragonabile a uno dei casi di Agatha Christie! Se ci si mette davvero d'impegno certi problemi sembrano quasi semplici...quasi! Ma come dice il mago dei numeri davanti ad un fiume bisogna sempre stare attenti a saltare da un masso all'altro, perché se si cade in acqua dopo bisogna ricominciare tutto da capo. 

La matematica ho scoperto anche, è praticamente sempre intorno a noi: in natura, in città, al mare, nel deserto, a casa... Forse la nostra vita senza matematica non sarebbe quella che è. Leggendo il libro infatti mi sono chiesta: se i matematici hanno inventato la matematica un motivo ci deve pur essere,no?! Penso proprio che il motivo sia racchiuso nella quotidianità di ogni giorno, in quei piccoli calcoli che ci fanno risolvere anche il più minimo dei problemi.
Consiglio questo libro a tutti coloro che come me o Roberto, non amavano la matematica, ma che col tempo hanno iniziato a capirne i meccanismi e gli aspetti più affascinanti. Alla fine essa è qualcosa di infinitamente utile e divertente!

 
L'Uomo che sapeva contare PDF Stampa
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lbroL'uomo che sapeva contare è un romanzo di Malba Tahan che è lo pseudonimo di  un noto matematico brasiliano, Jùlio César de Mello e Souza. Con questo libro ci avvicina al misterioso mondo dei numeri e più in generale della matematica, intesa sia come applicazione a problemi concreti sia come possibilità di penetrare nelle straordinarie relazioni tra i numeri.
Il libro ambientato a Baghdad nella prima metà del XIII secolo, una città enorme con oltre due milioni di abitanti, centro indiscusso della cultura musulmana che si era formata raccogliendo l'eredità della cultura matematica greca e di quella indiana.
La avventura Beremiz, l'Uomo Che Contava, comincia quando riceve quattro mesi di meritate 'ferie'; in questa occasione si reca proprio a Baghdad, dove le sue abilità nel calcolo si rivelano di grande utilità.
Hanak Tadè Maia è la voce narrante, attraverso la quale si snodano davanti ai nostri occhi i luoghi meravigliosi di un magico Oriente: i bazar, i suk, le moschee i mercati...E le storie di cui è protagonista l'acuto Beremiz Samir, che non finisce di stupirci per la sua abilità e per la saggezza con la quale risolve i più diversi quesiti, vengono raccontate con la dolce voce della rispettosa amicizia che lega Hanak all'umile matematico persiano.
Gli episodi narrati sono divertenti
Più che un romanzo, la storia è appare come una fiaba da Mille e una notte, visto che l'abilità nel calcolo trasforma il protagonista, un semplice pastorello, in un uomo ricco, famoso, riverito da potenti e saggi.

Comento di Silvia Bonanomi (cl3 a.s. 2011-12)
Alla conclusione dello scritto di Malba Tahan non voglio soffermarmi sulle abilità matematiche del protagonista Beremiz Samir, sebbene la sua storia sia molto articolata e caratterizzata da episodi di vita che gli hanno permesso di arricchire ed arricchirsi a sua volta.
Alla fine di queste 188 pagine (matematicamente parlando) voglio improntare la mia personale riflessione sulle parole di uno dei sette uomini che durante lo svolgimento della storia interrogano Beremiz.
L’uomo afferma che l’autenticità di un saggio può essere misurata solo dalla forza della sua immaginazione.
Il protagonista è la riprova che perfino la matematica nel suo apparente rigore e nella sua disciplina richieda qualcosa che va oltre lo studio mnemonico.
L’uomo che sapeva contare porta la sua immaginazione nella Baghdad della prima metà del XIII secolo.
Sono sempre stata convinta che non ci fossero più modi di arrivare a una soluzione matematica, ma leggendo i quesiti che si presentavano nella quotidianità del protagonista, ho realizzato che, ad esempio, nel contare duecento cinquantasette cammelli ci voglia qualcosa che va al di là della conoscenza del nostro sistema numerico.
La furbizia e l’umiltà del matematico gli permettono di fare sempre più conquiste in ogni campo, anche in quello affettivo, legandosi alla figlia dello sceicco: Telassim.
Il sovrano aveva infatti riposto in lui tutta la sua fiducia per istruire la primogenita.
Penso che questo libro sia un modo per riscattare tutti noi che, almeno una volta nella vita, ci siamo chiesti a cosa possa servire la matematica.
L’autore ci propone più alternative: la matematica usata per vivere, mantenersi e pensare a tutto ciò che di materiale c’è nella vita, ma anche all’arricchimento personale: basti pensare alle lezioni che Beremiz imbastisce.
Con tutta quanta la mia immaginazione voglio poter pensare che anche per me possa essere una possibilità di vedere, scoprire, sentire e vivere nuovi posti e sensazioni.

 
Citazioni da "L'uomo che sapeva contare" Stampa

di Crippa Luca e Merendi Simone cl. 2  a.s. 2009 -10

“Nella matematica non si può arrivare alla verità con la semplice osservazione, ed è importante fare molta attenzione a evitare false deduzioni.”

“Nelle scienze matematiche, d'altronde, le parti più interessanti sono quei ragionamenti che conducono alla verità.”

“Dal momento che essa è così efficace nello sviluppo dell'intelligenza e della ragione, la matematica è per l'uomo una via sicura per sperimentare il potere del pensiero e la magica realtà dello spirito.”

“Quando un matematico fa i suoi calcoli o indaga nuove relazioni tra i numeri, la sua ricerca della verità non ha scopi pratici.

“Alcuni pensano che, nell'ambito della matematica, l'aritmetica, l'algebra e la geometria siano materie separate: è un grave errore. Tutte invece collaborano tra di loro, si aiutano a vicenda, talvolta sono intercambiabili.”

“Il cervello femminile è totalmente incapace di afferrare i principi della geometria. Questa scienza molto speciale è fondata sulla ragione, sull'uso delle equazioni e sull'applicazione di ben definiti principi con l'aiuto della logica e delle proporzioni. Come potrebbe una fanciulla cresciuta nell'harem paterno imparare formule algebriche e teoremi geometrici? Giammai! Sarebbe più facile per un pescecane fare un pellegrinaggio alla Mecca che per una donna capire la matematica.”

“Amici miei, i numeri, nella loro nuda semplicità, possono confondere anche il più sapiente degli uomini.”

“Dei calcoli non fidarti per sette volte del matematico nemmeno per cento volte”

“Dappertutto regna la geometria. Tuttavia bisogna avere occhi per vederla, intelligenza per comprenderla e spirito per provare, di fronte ad essa, meraviglia. Il rude beduino vede le forme geometriche ma non le può comprendere; Il conoscitore della Sunna le capisce ma non le ammira; l’artista, infine, percepisce la perfezione delle figure, si rende conto della loro bellezza, ne ammira l’ordine e l’armonia”

“Il furore dello stolto si mostra a tutti, ma l’uomo prudente si ammanta di ritegno” Salomone (Proverbi 12;16)

“Chi si umilia di fronte a un uomo sarà esaltato davanti a Dio”

“Ogni uccello, con le sue ali aperte è un libro le cui pagine sono volte al cielo. Un odioso crimine, distruggere o rubare la biblioteca di Dio”

“Se contempliamo il cielo in una notte limpida e tranquilla, sentiamo di non poter comprendere le meravigliose opere di Dio. Davanti ai nostri occhi stupiti le stelle formano una luminosa carovana che viaggia in un deserto infinito, dove sterminate nebulose e pianeti erranti seguono eterne leggi nelle profondità degli spazi e ci suggeriscono una nozione ben precisa: l’idea di numero”

“Dai numeri, che sono alla base di ogni ragionamento e di ogni comprensione, deriva un altro concetto di indiscutibile importanza, quello di misura”

“La matematica insegna all’uomo l’umiltà e l’obbiettività; essa è il fondamento di tutte le scienze”

“Cosa serve conoscere cos’è una linea retta se non si ha alcuna nozione della rettitudine?”

“L’opinione dello scienziato idealista ha sempre trionfato e sempre trionferà sul volgare opportunismo di chi non ha alcuna certezza filosofica”

“Anche gli uomini più intelligenti sono spesso ciechi non solo di fronte all’ingannevole apparenza dei numeri, ma anche per la falsa modestia di persone veramente ambiziose”

“Infelice colui che si carica di un debito il cui valore non è in grado di valutare con le facoltà della propria intelligenza. Assai più avveduto chi loda molto e promette poco”

“Iddio parla al mondo attraverso le mani delle persone generose”

“Chi guarda attraverso occhiali colorati, vede tutto del loro colore: se esso è rosso tutto appare color sangue, se invece è giallo, il mondo sembra soffuso di miele. La passione è come gli occhiali: se qualcuno ci piace, siamo tutti lode e comprensione; invece se ci è antipatico, giudichiamo duramente tutto ciò che fa”

“Non si è saggi solo perché si è un po’ meno ignoranti”

“La scienza è una grande montagna di zucchero, e ciò che tanto ci soddisfa sono solo misere particelle”

“La felicità è difficile se manca ciò che può renderci felici. Non parlare di gioia ai disperati Quando non si può possedere ciò che si ama, bisogna amare ciò che si possiede”

“Chi esita nel concedere il perdono può forse fare un grave errore, ma chi condanna senza esitare ne fa uno assai più grave agli occhi del Signore”

“Chi non ha fiducia in se stesso, non merita la fiducia degli altri”

“Gli ignoranti quando qualcosa è al di sopra della loro comprensione attribuiscono sempre ciò che non possono afferrare a dei poteri magici”

“Si sbagliano coloro che pensano che il valore del matematico stia nella sua abilità di calcolo, nell’applicarne le banali regole”

“L’autenticità di un saggio può essere misurata solo dalla forza della sua immaginazione”

“Nella matematica del più forte, dico io, il quoziente è in ogni caso chiaro, mentre al debole tocca soltanto il resto”

“Gli spregevoli adulatori che scodinzolano nelle corti, che strisciano sui tappeti dei potenti, possono, all’inizio, guadagnare qualcosa con il loro servilismo, ma alla fine verranno sempre puniti”

“La freccia, una volta in volo, grida felice: sono libera, sono libera!, ma in realtà si inganna, perché il suo destino è stato stabilito dalla mira dell’arciere”

 


 

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